Il progetto

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Sono Jacques Bonhomme, eterno studente e autore di queste righe, il cui scopo è principalmente quello di darti il benvenuto su Jacquerie, un blog dedicato allo studio della storia. Questo mio modesto contributo al campo della divulgazione storica nasce dalla passione per la materia e dal desiderio di condividere il mio percorso di studi, con la speranza che ciò si dimostri di una qualche utilità per te, caro lettore, cara lettrice.

Opera originale di Emanuela Bussolati per Jacquerie.

Al centro di Jacquerie c’è la documentazione fotografica, che utilizzo per introdurre le informazioni fornite dalle fonti e dalla discussione in ambito specialistico. Le immagini, scattate personalmente durante le visite ai siti storici e agli scavi archeologici, non vogliono perciò essere il semplice accompagnamento degli argomenti trattati, ma sono a loro volta strumenti narrativi.

Sono dell’idea che la conoscenza debba essere condivisa. Per questo motivo, tutti i contenuti di Jacquerie sono disponibili con una licenza che ne consente l’uso e l’adattamento, a condizione che non ci sia una finalità commerciale e che siano adeguatamente attribuiti e condivisi con la stessa licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0.

Da un punto di vista tecnologico, il blog è basato su una piattaforma costruita da me, cercando di aderire ai principi dello sviluppo web contemporaneo. Ho scelto di non affidarmi ai più noti e blasonati software, nonostante la loro affidabilità, alla ricerca del massimo livello di controllo sull’implementazione. Del resto, come ha scritto Le Roy Ladurie1:

Lo storico di domani dovrà essere un programmatore, o non sarà affatto

La piattaforma si compone di una serie di API RESTful (sviluppate in Rust) e di un’interfaccia costruita in Vanilla JavaScript, una scelta che riflette la mia inclinazione verso un approccio essenziale ed efficiente, privo di eccessive dipendenze. Il design adottato si contraddistingue per un’estetica minimalista e coerente, pensata per enfatizzare la leggibilità e la fruibilità dei contenuti. Almeno, questo era l’obiettivo.

  1. LE ROY LADURIE, La fin des érudits, Nouvel Observateur, 8 maggio 1968.